I coni delle donne (colpo di scena)

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Come si diceva, fatta eccezione per i daltonici noi tutti abbiamo tre tipi di cono, sensibili al rosso, al verde e al blu – la famosa visione tricromatica. Ciascun tipo di cono ci rende capaci di distinguere circa 100 gradazioni di colore, ma siccome il cervello combina queste variazioni in modo esponenziale, alla resa dei conti ognuno di noi può vedere 1 milione di colori differenti. Niente male, dite? Aspettate, che non è finita.

Forse ricordate che i geni del pigmento “rosso” e del pigmento “verde” se ne stanno spalla a spalla sul cromosoma sessuale X, e che le donne hanno due copie di X, una ereditata dalla madre e una dal padre. A un certo punto dello sviluppo cellulare una delle X viene disattivata (le informazioni che porta sono tutti doppioni), ma la produzione dei pigmenti dei coni inizia prima. Quindi, per esempio, ogni donna fabbrica circa metà dei suoi coni “rossi” con la ricetta materna, e l’altra metà con la ricetta paterna. (Le daltoniche sono mosche bianche proprio perché, per fare una signora daltonica, sia mamma che papà devono essere portatori del gene difettoso, mentre per fare un signore daltonico la mamma basta e avanza.)
Ora, le ricette del pigmento “rosso” non sono tutte perfettamente identiche ma possono variare leggermente, un po’ come le ricette del sugo di pomodoro. E c’è di più. Quando producono copie di sé stessi per i posteri, i geni del pigmento “rosso” e “verde” a volte sbagliano e, essendo adiacenti, si scambiano un pezzettino. Ne risulta una ricetta per il “rosso” che ha dentro un ingrediente della ricetta per il “verde”. I coni che contengono questo pigmento saranno massimamente sensibili non più al rosso, ma a una frequenza intermedia fra rosso e verde, un arancio ad esempio.
I coni delle donne derivano sempre da due ricette distinte. Ne consegue che i coni di ciascuna donna saranno sì praticamente uguali fra loro o molto simili nella maggior parte dei casi, ma non in tutti. Per forza di cose alcune donne devono avere due tipi di cono rosso (o verde) talmente diversi da non poter più essere considerate tricromatiche (3 tipi di cono: rosso, verde, blu), ma tetracromatiche (4 tipi di cono: rosso, arancio, verde, blu). Naturalmente il cervello deve essere in grado di interpretare i segnali provenienti da questi quattro tipi di cono – e pare che lo sia.
Una persona dotata di super-visione tetracromatica è teoricamente in grado di distinguere non 1 milione, ma 100 milioni di colori diversi. Chi ha fatto i conti ha concluso che queste signore e signorine potrebbero essere il 2-3% della popolazione femminile mondiale, che niente niente significa 99 milioni di superdonne. Per il momento, ne sono state identificate una o due.
Care lettrici: fatevi sotto! cominciate col contare i diversi colori dell’arcobaleno… Sono solo 7 o 8 per noi normali tricromati, ma voi fantasmagoriche tetracromate dovreste vederne 10 o più.

DOVE NEL LIBRO: capitolo 3, Come vediamo i colori. Per gli addetti ai lavori, l’articolo che confronta le prestazioni visive di tricromati e tetracromate è qui.

ILLUSTRAZIONE: i cerchi concentrici centrali sembrano gialli su sfondo rosso e bianchicci su sfondo blu, giusto? In realtà sono identici. L’immagine è di Akiyoshi Kitaoka. Per sapere se siete daltonici fate il test. Per capire come vedono i daltonici se non lo siete, e per correggere immagini a colori se lo siete, planate qui.

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3 Risposte to “I coni delle donne (colpo di scena)”

  1. Riccardo Says:

    Tutto chiaro. Solo un paio di domande: le 100 milioni di super donne sono sterili? Non sono in grado di avere figli maschi? I figli maschi posso ereditare solo fino a “tre pigmenti”? Se tutte queste domande hanno un no come risposta mi aspetterei che qualche milioncino di maschietti (io temo di non essere nel gruppo) abbiano le stesse caratteristiche delle super mamme. Oppure mi sono perso qualcosa? E’ interessante il concetto di deriva “frequenziale” della risposta dei coni, è possibile eseguire esperimenti o addirittura esistono dei report raggiungibili da un non cattedratico?
    Grazie come al solito per la tua disponibilità.
    Ciao
    Riccardo

    ********************
    Caro Riccardo, i figli maschi delle tetracromate non potranno mai essere tetracromati a loro volta, perché non ereditano entrambi i cromosomi X materni, ma uno solamente (contenente le istruzioni per 3 tipi di cono). Anzi, il cromosoma X materno ereditato potrebbe essere quello con le ricette “rosso”, “arancio” e “blu”, nel qual caso il figlio avrà problemi col verde, sarà insomma un tipo particolare di daltonico. In effetti, le pochissime tetracromate che sono state finora identificate avevano un figlio daltonico, e sono state convocate per i test proprio per questa ragione.
    Daltonici: avvisare le mamme!

  2. Nuove soft proof in Photoshop CS4 | colore digitale blog Says:

    […] all’Università di Padova e autrice del bel libro Il colore della luna) c’è un post sui coni delle donne dal quale ho tratto alcune di queste informazioni. Nel sito Vischeck ci sono altri dettagli sui […]

  3. Silvia Says:

    PREMESSA
    Credo che il significato più prezioso di tutto questo lavoro è che indica quanto e come possiamo essere diversi nel nostro modo di percepire il mondo! Tutto questo è utile per accettare di più e meglio le diversità, anche quando non possono essere spiegate.
    Spostando il fuoco da un piano fisico ad uno psichico, per accettare e accogliere interpretazioni, emozioni, pensieri e decisioni differenti, negli altri.

    UNA DOMANDA:
    Esiste un test per scoprire se si è quadricromatiche? Mi entusismo incantata a guardare il mare decisamente molto più di tutti quelli che conosco, magari davvero è perchè lo vedo diverso. O sarà perchè vado poco in ferie???

    Grazie!

    PS: Grazie anche per la semplicità e lo stile più che avvincente, ho adottato “il colore della luna” come libro di testo in un esame sulla percezione che ho superato senza dovermi annoiare neppure un po’. Fantastico!

    ********************
    Cara Silvia, grazie per le parole gentili. Rispondo alla tua domanda: se sei quadricromatica lo si scopre con certezza solo in laboratorio, facendoti modificare delle luci finché ti sembrano uguali. E’ difficile però che il colore del mare ti aiuti a capire se sei tetracromatica: i colori cruciali sono il rosso e il verde. La prossima volta che vedi un arcobaleno, conta il numero di colori che vedi (i colori extra dovrebbero stare nella fascia del verde o del rosso-arancio). Puoi anche provare a guardare qui!


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